Amon il macellaio

Goering, la raffinatezza del male

Dettagli

  • Di: Simona Teodori
  • Letto da: Corrado Niro
  • Durata: 41 min.
  • Versione: integrale
  • Data di pubblicazione: 1 Dicembre 2019
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Vizi Editore

Sintesi dell'Editore

Al contrario di Rudolf Hess e dello stesso Adolf Hitler, Hermann Goering non solo era un uomo dalla profonda cultura e dal raffinato senso estetico, ma era anche un gaudente, una buona forchetta, un ottimo bevitore e un accanito fumatore. Gli bastavano poche parole, una battuta e un sorriso per guadagnarsi immediatamente la fiducia e la stima di chi lo circondava. Un nazista diverso da quelli che abbiamo imparato a conoscere dunque e, forse proprio per questo, molto più pericoloso per la macchina contro-propagandista post bellica. Goering infatti ci costringe ad un’analisi scomoda e fastidiosa, un’analisi ulteriore e più profonda, più difficile perché meno banale. In altre parole Goering ci costringe a fare i conti con noi stessi. Il nazismo infatti è stato anche e soprattutto Hermann Goering, ed Hermann Goering, a differenza di Himmler, di Goebbels, di Hitler e degli altri nazisti che con il passare degli anni sono diventati delle icone del “male assoluto”, assomiglia molto di più al ritratto di una persona normale, uno come noi, con i suoi difetti, le sue qualità, le sue manie e le sue grandi debolezze. Studiando la biografia di Goering in qualche modo siamo costretti a guardare in faccia l’orrore e ad ammettere che che quell’orrore può nascere anche nella mente e nel cuore di persone del tutto simili a noi.

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